Il caso Mori: il Presidente risponde

Personalmente non sono mai stato favorevole a parlare sui social network perché nella vita ho sempre cercato di far parlare i fatti e non le “chiacchiere” e soprattutto ritengo che i panni sporchi si lavano in casa senza necessità di metterli in piazza. Infine credo sia opportuno, nel caso uno si voglia esprimere pubblicamente, di raccontare precisamente la realtà degli accadimenti perché altrimenti sembra che uno racconti la “propria verità” per farsi poi dire bravo da 10/15 amici.Per farsi dire “io ho le palle”!!!
Comunque se questo è il piano che Enrico Mori preferisce allora eccomi sono qua…


Nella scorsa estate ho contattato personalmente il calciatore Enrico Mori per portarlo a giocare nella Sestese. Insieme a Mister Gutili cercavamo un soggetto in grado di prendere per mano la difesa e portare quel mix di esperienza e personalità intorno al quale far crescere i nostri tanti giovani che compongono la rosa.
Preciso che la nostra rosa (per una scelta societaria che parte 6 anni fa) è composta al 90% di giovani del vivaio con rimborsi spese che oscillano a seconda dell’età anagrafica tra i 50 e i 400 euro. Su Enrico Mori abbiamo deciso di fare un sacrificio economico necessario per strutturare una squadra di Eccellenza e lo abbiamo accontentato sulla sua richiesta senza battere ciglio, addirittura con un mese di rimborso spese anticipato alla firma del tesseramento. Durante il girone di andata il calciatore Mori è sempre stato regolarmente pagato per il pattuito oltre ovviamente a tutte le spese mediche ed accertamenti diagnostici che gli sono stati rimborsati quando è stato infortunato. Un girone d’andata il suo fatto di molte prestazioni insufficienti non con le aspettative iniziali. Addirittura in alcuni casi (vedi anche Domenica scorsa) con grosse responsabilità sui gol subiti. Non solo non è stato in grado di far crescere i giovani ma addirittura non è stato in grado in molte partite di tenere un rendimento che gli facesse prendere almeno la sufficienza. E di questo abbiamo tutti i video di tutte le partite in casa e fuori oltretutto analizzati dal Mr. Gutili ogni martedì davanti a tutti i giocatori per cercare di correggere gli errori.
Nel mese di Dicembre, appena iniziato il periodo dei trasferimenti ,abbiamo notato un leggero miglioramento nel rendimento tanto da pensare che Enrico avesse avuto bisogno di un periodo di ambientamento all’interno della struttura e questo ci ha in parte tolto alcuni dubbi sulla sua permanenza a Sesto fino a fine campionato.
Domenica 18 Dicembre a mercato chiuso Enrico Mori ha disputato alla Zenith Prato una partita che dire imbarazzante è dir poco, addirittura sembrava non avere le energie fisiche per fare lo sforzo agonistico di una partita. Francamente da un giocatore che chiede un rimborso spese importante non posso aspettarmi una prestazione così mortificante in una sfida delicatissima per la lotta salvezza. Io per stimolare i ragazzi avevo anche messo un premio partita di livello assoluto,ma evidentemente a Mori questo non è interessato, come non gli è interessato nelle altre 4 volte che avevo messo il premio visto che la squadra non è mai riuscita a prenderlo. Non è che il suo apporto tecnico-agonistico abbia più di tanto aiutato i compagni a vincere alcune partite per far si che chi percepisce un rimborso spese esiguo potesse in qualche modo avere una gratificazione.
Fatta questa premessa doverosa arriviamo dunque alla parte più importante dei fatti accaduti negli ultimi giorni perché se c’è una cosa che non tollero è che venga screditata la nostra serietà e la nostra puntualità nell’elargire i compensi pattuiti. Mai nessuno è andato via da Sesto con un credito, ne allenatori, ne giocatori ,ne altri addetti. Si può pensare che a Sesto non siamo capaci a fare calcio, che sbagliamo delle scelte tecniche ma non posso permettere che ci venga fatta la morale perché la Sestese è una società seria. Provate a chiedere a Guido Castellani che si è appena operato di crociato se gli abbiamo toccato il rimborso spese. Mai, per noi la parola data è sacra.
Bravi si ma fessi no. Ho chiamato Mori in sede non per cacciarlo ma per stimolarlo a fare meglio, per fargli prendere coscienza delle proprie responsabilità, per fargli tirare fuori gli attributi che lui dice di avere. Gli ho proposto un taglio del 20% sul rimborso totale annuo da metterlo in gioco in caso di un suo miglioramento delle prestazioni. Se nel girone di ritorno fosse ritornato su livelli accettabili a fine stagione avrebbe percepito quella differenza. Mi sarei aspettato una risposta del genere: “Presidente Lei ha ragione ho giocato male e sono in debito verso la società. Voglio portare il mio contributo alla causa e aiutare questi giovani. Magari se ci salviamo oltre al dovuto mi mette anche un premio ulteriore”. Queste sarebbero state le parole che mi sarei aspettato da un giocatore vero. Invece appena finita la mia esposizione Enrico si è alzato ed è andato via e secondo me è scappato dalle proprie responsabilità. Nessuno lo ha cacciato. Se come dice lui avessimo voluto fare “la furbata” lo avremmo tenuto fino alla fine tenendo come cambiale gli ultimi due rimborsi.Volevamo soltanto stimolarlo e vedere se riuscivamo a fargli venire quel senso di appartenenza alla maglia che tutti i nostri ragazzi hanno. Credo che Enrico fosse in debito soprattutto verso i propri compagni di squadra che lottano e sudano non certo per il rimborso spese. Le “palle quadrate” caro Enrico si fanno vedere sul campo e non su Facebook. Credo che in fondo hai perso una grande opportunità e un’occasione di crescita per il tuo percorso umano e mi dispiace che non sono riuscito a farti capire fino in fondo la grande famiglia che è la Sestese.
Se vuoi il nostro spogliatoio è sempre aperto per te nel caso tu ripensi serenamente durante il Santo Natale a quanto fatto perché nella vita non esistono gli infallibili. Quelli però che riconoscono i propri sbagli con umiltà senza vergognarsi sono per me le persone più vere e che dimostrano di rimettersi in gioco ogni giorno.
Ho letto alcuni commenti al tuo post Enrico, e prendo spunto per rispondere ad Alessandro Chiarugi. Si permette di fare la morale a noi quando in tre settimane di infortunio (distorsione al ginocchio) non è mai venuto a vedere la partita domenicale per incitare i propri compagni. E non giocavamo a Roma o Milano ma a Grassina e a Sesto Fiorentino….La Sestese nella propria “mission” non ha bisogno di gente di passaggio…

Ultima modifica il Sabato, 24 Dicembre 2016 15:06

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